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Procedure standardizzare di valutazione rischi

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PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

Consentono la valutazione dei rischi secondo un procedimento standardizzato e approvato dal D.Lgs. 81/08.

Entreranno in vigore appena verrà pubblicato l'apposito Decreto Interministeriale che ne ufficializzerà la validità.
Una bozza di Procedure Standardizzate già approvata dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro il giorno 16 maggio 2012 è in questi giorni in esame da parte della Conferenza Stato Regioni.

Le procedure standardizzate possono essere utilizzate da aziende fino a 10 lavoratori e aziende fino a 50 lavoratori in assenza di particolari rischi, ovvero le Procedure Standardizzate
NON POSSONO essere utilizzate dalle aziende di seguito elencate.

- Aziende che occupano più di 50 lavoratori.

- Aziende che occupano fino a 10 lavoratori le cui attività riguardano:
a) aziende industriali a rischio rilevante di cui all'art. 2 del D.Lgs.. 334/1999 e s.m.i.;
b) centrali termoelettriche;
c) impianti ed installazioni nucleari;
d) fabbricazione e deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni.

- Aziende che occupano fino a 50 lavoratori le cui attività riguardano:
a) aziende industriali a rischio rilevante di cui all'art. 2 del D.Lgs.. 334/1999 e s.m.i.;
b) centrali termoelettriche;
c) impianti ed installazioni nucleari;
d) fabbricazione e deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
e) esposizione dei lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, connessi all'esposizione ad amianto.

COME DEVONO ESSERE CONTEGGIATI I LAVORATORI AI FINI DELL'APPLICAZIONE DEGLI OBBLIGHI
INERENTI ALLA VALUTAZIONE DEI RISCHI?

Nel conteggio dei lavoratori, non devono essere considerati i seguenti soggetti:

- i collaboratori familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo);
- i soggetti beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento;
- gli allievi degli istituti di istruzione e universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale;
- i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato in sostituzione di altri prestatori di lavoro assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro. L'esclusione dal computo avviene solo in caso di assenza con diritto alla conservazione del posto (malattia, infortunio, gravidanza, congedo parentale e aspettativa);
- i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio nonché prestazioni che esulano dal mercato del lavoro;
- i lavoratori a domicilio ove la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del datore di lavoro committente;
- i volontari, i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile e i volontari che effettuano il servizio civile;
- i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili;
- i lavoratori autonomi;
- i collaboratori coordinati e continuativi e i lavoratori a progetto, ove la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del committente;
- i lavoratori in prova.
I lavoratori utilizzati mediante somministrazione di lavoro a tempo determinato o indeterminato e i lavoratori assunti a tempo parziale si computano sulla base del numero di ore di lavoro effettivamente prestato nell'arco di un semestre; mentre il numero dei lavoratori agricoli a tempo determinato, anche stagionali, si computa per frazioni di unità lavorative anno (ULA) come individuate sulla base della normativa comunitaria.

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